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Curiosità

Il Castello di Thiene
20 Maggio 2021
Il Castello di Thiene è considerato il più cospicuo edificio gotico del XV secolo sorto nel vicentino ad uso di dimora civile. La struttura è uno straordinario esempio di villa veneta pre-palladiana, unico esemplare del suo genere, sia per caratteristiche architettoniche che per destinazione funzionale. Il Castello rappresenta il caposaldo nell’evoluzione delle ville venete. La […]

Il Castello di Thiene è considerato il più cospicuo edificio gotico del XV secolo sorto nel vicentino ad uso di dimora civile. La struttura è uno straordinario esempio di villa veneta pre-palladiana, unico esemplare del suo genere, sia per caratteristiche architettoniche che per destinazione funzionale. Il Castello rappresenta il caposaldo nell’evoluzione delle ville venete.
La Villa apparteneva originariamente alla famiglia Porto, la quale fece molte modifiche importanti dal punto di vista architettonico.

La Villa veneta, per quanto riguarda la struttura, ha trovato la sua più compiuta espressione nel XVI secolo con le costruzioni di Andrea Palladio, che riuscì a sintetizzare le esigenze estetiche e funzionali in un tipo di villa che rimase sostanzialmente lo stesso fino alla caduta della Serenissima nel 1797. Ma Palladio non inventò il concetto di villa: rinnovò le forme che queste dimore agricole avevano già acquisito nel corso dei secoli precedenti.
Il castello si pone, quindi, come modello per i successivi sviluppi delle ville venete, in quanto residenza signorile e luogo di vita colta e raffinata in campagna dove erano legati gli interessi della famiglia.

Più di cinquecento anni di vita, trascorsi in trasformazioni, adeguamenti, ampliamenti e manutenzione, hanno modificato l’assetto originario generando una stratificazione di funzioni, di materiali, di arredamento e decorazioni di grande interesse, con una continua evoluzione, tutt’ora ben lontana dall’essere compiutamente svelata.
Infatti Francesco Porto nel 1541 diede inizio ad una serie di cambiamenti strutturali e modifiche all’edificio. Il progetto complessivo di trasformazione rinascimentale è proseguito dal nipote Giovanni, primo erede nella gerarchia, con il pozzo del Palladio e gli af­freschi del camerone, e concluso da Giovanni Battista, figlio unico di Giovanni, che realizzò la cedraia e la grotta con peschiera nel giardino. All’inizio del XVIII si costruirono le scuderie, rarissimo esempio di sfarzo e razionalità. Alla fine del ‘700 viene trasformata l’ala sinistra del portico al piano terra dove giacevano dei locali di servizio come cucina, lavanderia e forno, collegate con la “fattoria” dove si svolgevano le funzioni amministrative della proprietà. 

Le sale del Castello conservano intatti affreschi, mobilio e quadri d’epoca mantenendo inalterato il suo carattere originale. Imponente è il Camorone del Camino, una sala interamente affrescata da opere di Gian Battista Zelotti e Giovanni Antonio Fasolo. La stanza è dominata dall’altissima cappa trilobata secondo il tipico modello gotico del XV secolo, in netto contrasto con il fregio e le piccole lesene scolpite in stile rinascimentale. Il fregio di ghirlande, putti, frutta, bucrani e grappoli, decora le quattro pareti dove, in un’ampia prospettiva architettonica, si svolgono quattro scene di storia romana narrate da Tito Livio. Il significato di questo ciclo di affreschi non è del tutto chiaro ma alla luce dei nuovi apporti critici si può presumere che Giovanni Porto, erede dello zio Francesco, generale della Repubblica di Venezia, abbia voluto illustrare la contrapposizione fra fedeltà e tradimento per celebrare la dedizione della famiglia Porto a Venezia. 

L’ambiente più sfarzoso e singolare del Castello è sicuramente la Scuderia. Essa presenta 32 stalli, 16 per lato. Il primo sulla destra conserva la botola da cui si prelevava l’acqua, a monte delle canalette in pietra, opportunatamente inclinate per poter scaricare il liquame nella “roggia” sottostante. Le colonne sono in marmo rosso di Asiago e sulla sommità si trovano una serie di putti in pietra di Vicenza. Si presenta molto bene il motivo a catena del pavimento realizzato in pietra bianca e rosa.

Il Castello possiede anche un grande Parco. Esso è attraversato dalla roggia, un canale artificiale fatto costruire dalla comunità di Thiene nel 1281 per bagnare i campi a nord. Dalla roggia si prelevava l’acqua per l’irrigazione della cinquecentesca cedraia, un lunghissimo colonnato addossato alla parete nord, al riparo dei venti freddi, che serviva da serra per la coltivazione di agrumi.
Il parco nel corso dei secoli ha avuto varie trasformazioni ed il suo stesso impianto è più volte cambiato. L’attuale configurazione di “giardino romantico” è il risultato della trasformazione apportata nel tardo ‘800

Guardino Colleoni, ultimo della linea, muore nel 1918 senza figli e indica come erede suo cugino Antonio Thiene.
Il Castello, ormai simbolo della città di Thiene, è tutt’ora un edificio privato custodito con passione dagli attuali proprietari Conti di Thiene che si impegnano nella valorizzazione di questo vasto complesso monumentale per renderlo sempre più fruibile allo studioso, al visitatore, o al semplice curioso.

E’ possibile visitare il bellissimo Castello, previa prenotazione. 

     

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