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Curiosità

Villa Godi Malinverni, la prima Villa del Palladio
19 Maggio 2021
Villa Godi Malinverni giace a Lugo di Vicenza. La dimora appartiene al ricco patrimonio artistico costituito dalle numerose ville venete erette da Andrea Palladio. La Villa Godi è stata costruita nel 1542 e, successivamente, i pittori Giambattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano la ornarono di meravigliosi affreschi.  La dimora Godi è stata la […]

Villa Godi Malinverni giace a Lugo di Vicenza. La dimora appartiene al ricco patrimonio artistico costituito dalle numerose ville venete erette da Andrea Palladio. La Villa Godi è stata costruita nel 1542 e, successivamente, i pittori Giambattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano la ornarono di meravigliosi affreschi

La dimora Godi è stata la prima Villa ad essere costruita dall’architetto Andrea Palladio. Il committente del progetto fu Gerolamo Godi, il quale la fece costruire per il figlio Antonio. La Villa, che giace sulle pendici del Colle di Lonedo dominando il fiume Astico, propone elementi caratteristici di un castello. Si possono notare strutture regali come la colombaia, una torretta che permette di vedere e di controllare l’intera pianura, e la scalinata centrale, principale accesso al piano nobile che richiama il concetto del ponte levatoio medioevale e ,quindi, alla necessità di controllare gli ingressi agli spazi privati della famiglia Godi. La loggia e il salone principale, localizzati nella pianta del corpo dominante della Villa, e le otto sale laterali, posizionate perfettamente a specchio rispetto alla struttura centrale,  propongono il concetto di simmetria

Entrando nella Villa e ammirando gli affreschi nelle sale, si possono notare due stili di pittura differenti. Nell’ala sinistra e nel salone centrale della dimora si può visitare lo stile classico. Sono riportati affreschi che raffigurano divinità e paesaggi greci nelle finestre, ma anche figure maschili che esprimono forza e virilità e figure femminili che richiamano l’abbondanza e la fertilità. Non mancano di certo le cariatidi e le raffigurazioni di scene epiche. I colori degli affreschi sono tenui perché la scuola classica insegnava l’utilizzo del rosa antico, dell’azzurro zaffiro e del giallo ocra. Nell’ala destra della Villa si possono scorgere dei panorami diversi. Infatti lo stile mistico prende il sopravvento. L’artista utilizza spesso simmetrie con venerazioni al focolare domestico e con l’utilizzo di satiri. In sostituzione alle cariatidi ripropone i telamoni, figure miste uomo/animale quasi demoniache ed inquietanti. I colori delle sale, diversamente da quelle dell’ala sinistra, sono molto più sgargianti

Interessante è la Sala delle Muse e dei Poeti, in quanto negli affreschi compaiono elementi di forte valore. Appena si entra nella stanza fanno scalpore le grandi cariatidi a monocromo che sostengono una trabeazione con sopra la raffigurazione di putti con libri e strumenti musicali. Nei riquadri alle pareti appaiono alcuni personaggi identificabili come Poeti accompagnati dalle Nove Muse, ma solo alcune di esse portano gli attributi necessari al loro riconoscimento. In particolare, a destra può essere individuata la musa dell’Astronomia Urania. Sul camino, invece, è rappresentato Dante, figura importante della letteratura italiana. Il lampadario presente nella sala è del Settecento, in vetro di Murano. 

Degna di visita è la Sala dei Cesari. E’ ornata da colonne corinzie con capitelli dorati che dividono le pareti in riquadri aperti su sereni paesaggi. Essi sono caratterizzati da ampi cieli azzurri, montagne e fiumi in cui la presenza dell’uomo è limitata a piccole figure colorate o a qualche elemento architettonico. La sala prende il nome dai busti di imperatori realizzati come sovrapporte e sopra la cappa del camino. Colpisce l’utilizzo del colore: i busti e i piccoli dettagli si presentano color oro, il resto è per lo più di un bianco tendente al grigio. 

La Villa veneta Godi Malinverni presenta un grande parco con le sue piante secolari e con i suoi 2600 metri di viali. Esso risale al secolo scorso e fu sistemato nel 1852 per opera del Conte Andrea Piovene. Al centro è situato un laghetto e nella zona più folta giace il cosiddetto “angolo delle memorie“, dedicato alle persone care vissute nella villa il cui nome è inciso su piccole stele a cilindro o a piramide. In fondo al parco si regge un grande portale in bugnato: molto probabilmente era quello il cancello principale d’ingresso alla Villa. Nel retro della dimora, prospicienti sul parco, si trovano i giardinetti all’italiana, con vasche e fontane, complementi necessari per il soggiorno in villa. Le statue presenti all’interno del parco sono circa cinquanta. L’impostazione di questi giardinetti risale alla fine del Seicento e agli inizi del Settecento.

Il secolare parco ospita il Museo dei Fossili che fu fondato nel 1852 dal geologo Achille de Zigno. All’interno del Museo sono custoditi ben 352 specie vegetali. La flora suddetta offre analogie con tipi attuali del continente americano, parte con quelli dell’Asia e dell’Africa nonché del continente australiano e del bacino del mediterraneo. Famosissime sono le palme, di cui degna di particolare nota è l’imponente Palma Fossile, collocata orizzontalmente al centro del salone del Museo, alta 9,85 metri, scoperta nel 1863, completa di radici, tronco e foglie, la cui estrazione richiese 4 anni di lavoro. Nel museo sono raccolti foraminiferi, coralli, brachipodi, lamellibranchi, molluschi, gasteropodi, crostacei, echinodermi e pesci.

      

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