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Curiosità

Gli itinerari di Lonigo
23 Agosto 2021
Lonigo è una città ricca di storia e arte, da scoprire attraverso sei diversi itinerari. L’itinerario 1 si focalizza sul centro storico di Lonigo: prevede una passeggiata lungo la quale si possono ammirare e visitare l’imponente Duomo ottocentesco, il “Torrione“, ovvero la torre medievale superstite del castello trecentesco e l’elegante Piazza Garibaldi. Si può inoltre osservare […]

Lonigo è una città ricca di storia e arte, da scoprire attraverso sei diversi itinerari.

L’itinerario 1 si focalizza sul centro storico di Lonigo: prevede una passeggiata lungo la quale si possono ammirare e visitare l’imponente Duomo ottocentesco, il “Torrione“, ovvero la torre medievale superstite del castello trecentesco e l’elegante Piazza Garibaldi.

Si può inoltre osservare Palazzo Pisani e, attraverso il suo grande arco, si passa nella vicina Piazza Matteotti sulla quale affacciano l’antica pieve, detta Chiesa Vecchia, e l’ottocentesco Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”. La passeggiata prosegue poi lungo la signorile via Roma per arrivare all’Ippodromo, grande parco cittadino costruito nell’ottocento per le corse dei cavalli.

L’itinerario 2 consiste in una visita alle ville cinquecentesche, in un itinerario percorribile in mezza giornata. La prima tappa è Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo: inserita nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, fu progettata nel 1541 da Andrea Palladio che si ispirò ai volumi degli edifici classici, rivisitandone la severa monumentalità. La villa e la rinnovata Barchessa ospitano eventi internazionali di cultura e di arte contemporanea organizzati dalla famiglia Bonetti Bedeschi. Si prosegue poi visitando Rocca Pisana: progettata da Vincenzo Scamozzi nel 1567, la Rocca Pisana è considerata un capolavoro del Rinascimento Veneto. I suoi inconfondibili volumi, con la cupola ottagonale, si inseriscono con armonia sulla collina che corona la città di Lonigo.

L’itinerario 3 è un percorso alla scoperta delle grandi ville e del centro storico, percorribile in una giornata intera in auto e a piedi. Oltre a Villa Pisani Bonetti e Rocca Pisana, l’itinerario comprende una visita a Villa San Fermo, accedendovi dal monumentale Ingresso dei Fiumi (progettato da Francesco Bagnara nel XIX secolo). L’opera prende il suo nome dalle statue poste sopra gli archi, che rappresentano in modo allegorico i principali fiumi italiani, mentre lo sfondo è reso scenografico da un complesso gioco di grotte romantiche. Il percorso procede con visita alla Chiesa del Santissimo Redentore, realizzato nel 1895 e costruito in stile neogotico. Seguono il TorrionePiazza Garibaldi con Palazzo Pisani Piazza Matteotti con il Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”.

L’itinerario 4 si concentra sulle Grandi Ville e il Santuario: a Villa Pisani Bonetti, Rocca Pisana e Villa San Fermo si aggiunge il Santuario di Santa Maria dei Miracoli. I monaci benedettini costruirono a Madonna il loro monastero nell’XI secolo; dopo il miracolo della Vergine dipinta, nel 1486, furono gli Olivetani a erigere il magnifico complesso con le sue tre chiese, che divenne presto meta frequentatissima dai pellegrini. Il museo del Santuario conserva 353 preziosi pezzi di ex-voto in legno raccolti tra il 1486 e il 1893.

L’itinerario 5, “Il giro delle mura”, è un itinerario facile e consigliato anche per le scuole, da svolgere a piedi nell’arco di mezza giornata. Si parte con il Torrione e la Torre delle Carceri: le prime fonti sono del 976, ma pare che le mura del Castello di Lonigo fossero state alzate già dai romani (150-100 a.C.), che nel vicentino fondarono più colonie per vigilare i monti e far fronte alle invasioni degli Alemanni. Il castello, sotto i Conti di Vicenza, era collocato su una collina lungo il fiume Novo. Con i domini scaligero e veneziano gli assedi e le distruzioni cessarono, ma già nel Cinquecento il Castello di Lonigo era quasi in rovina poiché la Città di Vicenza ne aveva sospeso la manutenzione. Restano oggi solo il Torrione, alto circa 33 metri, e la Torre Scaligera, che divenne prigione (Torre delle Carceri).

L’itinerario continua con la vecchia piazza del Castello: del “forte e ben munito Castello, detto anche Castellazzo per la sua immensa grandezza” rimangono soltanto alcune torri che testimoniano l’ampiezza di tale edificio. Sorgeva nel luogo leggermente sopraelevato dove oggi sorgono il Duomo, il Palazzo Cassia ed il Palazzo Mugna, sede dell’amministrazione comunale. La costruzione di un vero e proprio castello con mura e torri di pietra deve essere avvenuta agli inizi del X secolo, quando gli Ungari invasero più volte la fertile pianura. Quel monticello lambito a settentrione e ad occidente dal fiume Guà si prestava all’insediamento di un abitato ed è verosimile che vi sia stato costruito un vicus o una colonia romana; dobbiamo tuttavia risalire al 976-977 per trovare un documento scritto attestante l’esistenza del Castello di Lonigo.

L’itinerario 5 termina con il Tratto di mura recuperato lungo il fiume Guà: per meglio vedere i resti delle mura del Castello, gli unici rimasti, bisogna attraversare il Ponte San Giovanni, ricostruito nel 1925 quando venne corretto anche il corso del fiume. Proprio sulla camminata del suo argine, fatti alcuni metri e volgendosi verso est, è possibile vedere un tratto delle antiche mura e quel che resta di una torre posta nell’angolo.

Infine, l’itinerario 6 si concentra esclusivamente sulle grandi ville, è un percorso da svolgere in auto nell’arco di una giornata. Si comincia visitando Villa Pisani Bonetti, Rocca Pisani, Villa San Fermo e si procede con la Barchessa e Colombara di Villa Trissino, Meledo: la villa fu commissionata a Palladio dai fratelli Francesco e Ludovico Trissino, figure di primo piano dell’aristocrazia vicentina. Iniziata nel 1553, avrebbe dovuto essere la più grande e imponente villa del vicentino, come menzionato da Palladio nei Quattro Libri dell’Architettura. Del progetto restano parte del muro di cinta, la torre e le barchesse. L’ultima tappa è Villa Favorita a Monticello di Fara: Villa da Porto, detta “La Favorita”, è una villa veneta in stile palladiano fatta costruire da Giovanni Battista da Porto nel 1714-1715 e attribuita all’architetto Francesco Muttoni. Si erge sopra un elevato colle che domina l’intera pianura di Monticello di Fara, frazione del comune di Sarego.

 

 

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