Curiosità

Da Centrale a Contrà Marola
3 Ottobre 2023
Da Centrale a Contrà Marola è un itinerario che si snoda per la Val dell’Igna (Val delle Fontanelle) e Contrà Tavàni, di facile percorrenza con qualche tratto su strada. La Valle dell’Igna è la più vasta e profonda tra quelle che scendono dal versante sud delle Bregonze e intacca con le sue articolazioni tutto il […]

Da Centrale a Contrà Marola è un itinerario che si snoda per la Val dell’Igna (Val delle Fontanelle) e Contrà Tavàni, di facile percorrenza con qualche tratto su strada.

La Valle dell’Igna è la più vasta e profonda tra quelle che scendono dal versante sud delle Bregonze e intacca con le sue articolazioni tutto il settore sud occidentale del complesso collinare. Più a oriente, la Val di Sant’Andrea e la Val Grossa hanno sviluppo decisamente minore. L’Igna, nello sboccare in pianura, attraversa il paese di Centrale di Zugliano, poi questo torrente si getta nel Timonchio, ma assai più in basso, fuori dal contesto collinare – prealpino.

Da Centrale a Contrà Marola: cartina itinerario.

 

Da Centrale a Contrà Marola: dettagli e partenza

Dislivello: 237 m
Durata: 1.30 ore
Indicazioni particolari: itinerario non segnalato, ma evidente e facile.

Zugliano.

 

Non c’è parcheggio all’imbocco dell’Igna, perciò si consiglia di parcheggiare a Centrale. Dalla Piazza di Centrale ci si dirige in 5 minuti al Ponte sull’Igna, verso Carrè. Prima di varcarlo si imbocca, a destra, la stradina lungo il torrente. Superato il Capitello dei Morti (in alto, sui prati aperti, a destra) e la Rosta, dove si incanalava l’acqua per il paese, accompagnati da un’ordinata fila di gelsi, perveniamo in zona Fontanelle. A destra calano quieti sul fondovalle i pendii delle Rive.

I due Ponti

La strada, rivestiva per lunghi tratti dall’antico selciato militare, giunge, bordata ora da pioppi, alla zona aperta di Prà Largo e poi di Prà Grande. Qui la valle si fa ampia. Il torrente con i suoi ontani sfugge sulla sinistra. Qui la Val dell’Igna riceve da destra la Valle degli Spillere, allo sbocco della quale si slarga il Prà dei Radici o de Tognèla. Con un’ampia curva aperta si giunge al Ponte dell’Igna.

Ponte sull’Igna.

 

Attraversato il corso dell’acqua, la salita si fa più marcata e tra slarghi prativi e alberature recenti di gelsi, si giunge al Ponte dei Tavàni e all’asfalto della strada Carrè – contrà Tavàni. All’incrocio, rimangono ancora i vecchi lavanderi dove le donne della soprastante contrada venivano a lavare i panni, mentre il vicino ponte conserva l’origine militare.

Ponte dei Tavàni.

 

Da Ponte dell’Igna

Varcatolo, la strada militare continua a sinistra, ma noi proseguiamo per l’asfalto che sale a portarci in vista della Val dell’Igna appena risalita e dei gruppi montuosi prealpini. Con due – tre tornanti tra vigneti si giunge alla piazzetta di contrà Tavàni.  Tra le case si oltrepassi il vivace capitello alla Madonna e salga al superiore complesso agricolo che si affaccia su Val degli Spìllere. Si continui a sinistra sulla strada sterrata e profonda che sale alla zona delle villette di Via Costa Diana. Ci si alza e il panorama sulle prealpi si fa vasto: nonostante la modesta altitudine, si spazia dai vicini Foraoro – Paù, al Toraro, al Priaforà, fino verso il gruppo del Carega – Marana; alle spalle si stende il lembo di pianura fra Thiene e Schio.

Le colline delle Bregonze.

 

Si sbocca ben presto sulla strada Cà Vecia – Fratta – Carrè. La si segua per cento metri a sinistra, ma poi si salga sulla stradina sterrata che monta in forte pendenza alla ex Casa Dal Bianco (oggi trasformata in ampia villa). La stradina, bordata da acacie, si dirige ora in piano verso contrà Pòn, ormai sulla sommità delle colline a quota 388.
La contradina, dal tratto rustico, è visitabile deviando momentaneamente a monte, mentre la stradina bianca continua verso est, alla base del monte Grumo Casaro, portando in breve alla densa macchina alberata di Roccolo Moschèle, oggi sede di birdwatching gestita dal Museo Naturalistico delle Bregonze.

Arrivo a Contrà Marola

Tra piacevoli scorsi di campi e di vigneti e con nitide visioni sulla vicina montagna di Caltrano e di Calvene in 7/8 minuti conduce alla silenziosa piazzetta di Marola. Sorge qui la Cappella alla Madonna del Sangue, costruita a fine 800 grazie alle offerte degli emgranti della contrada.
Le case, un tempo in cotto rosso e sasso basaltico nero, sono state recentemente ristrutturate e alcune rispettano la vecchia tipologia.

Fienile di Contrada in basalto nero locale.

 

Con un allungo per “cavedàgna” su Pian de Marola, in altri 5/6 minuti, si giunge al serbatoio dell‘acquedotto Chiuppano – Carrè, nel punto più elevato delle Bregonze (q. 422). Vasto panorama sul vicino versante sud dei Sette Comuni e sulla media Val d’Astico con i suoi monti.

Come raggiungere Centrale di Zugliano:

Contenuti del volume: Camminare nelle Bregonze – Itinerari scelti di Liverio Carollo.

 

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