Curiosità

La via dell’Acqua
10 Maggio 2024
La via dell’Acqua è un itinerario suggestivo che dalle placide acque del lago di Posina conduce alla sommità del Monte Novegno attraversando i suoi versanti più selvaggi. Il percorso traccia le orme della preziosa risorsa dell’acqua, che scende copiosa dai numerosi rivi e ruscelli delle valli laterali. Il tragitto, infatti, si apre e si chiude […]

La via dell’Acqua è un itinerario suggestivo che dalle placide acque del lago di Posina conduce alla sommità del Monte Novegno attraversando i suoi versanti più selvaggi. Il percorso traccia le orme della preziosa risorsa dell’acqua, che scende copiosa dai numerosi rivi e ruscelli delle valli laterali. Il tragitto, infatti, si apre e si chiude con il piccolo lago su cui si specchia l’abitato di Posina, punto di contatto con questo prezioso elemento naturale.

Monte Novegno.

Dettagli itinerario:

Durata: 7.00 h
Difficoltà: Escursionisti Esperti
Dislivello: 1163 m
Distanza: 16.3 km
Altitudine punto di partenza: 528 m (Posina – Contrà Sega)
Punto più elevato: 1691 m (Monte Rione)

Il periodo primaverile è maggiormente indicato per percorrere questo itinerario, sia per la temperatura più mite e gradevole che per la copiosa fioritura del sottobosco.

La via dell’Acqua: partenza

La partenza si trova presso contrà Sega, sulla provinciale Arsiero-Posina, circa 700 metri prima del centro abitato di Posina. Per raggiungerla si segue la segnaletica del CAI che indica l’attacco del sentiero 492. Si percorre per breve tratto la sterrata che lambisce il Cimitero e si raggiunge il piccolo lago dove è possibile parcheggiare l’automezzo.

Nel paese di Posina, infisso nel suo campanile, si nota l’alato Leone della Serenissima. Questo è una testimonianza attiva dell’importanza di questa zona la cui popolazione, per molti secoli, fu sconvolta dal frequente passaggio di truppe che gravarono sul già precario equilibrio dell’economia rurale.
Una convivenza difficoltosa, quindi, anche date le origini dei valligiani. Nei primi secoli dopo l’anno Mille, infatti, si insediarono in questi territori le popolazioni identificate con l’appellativo di Cimbri. Questi a duro prezzo hanno “addomesticato”, per sopravvivere, un ambiente ostile e povero di risorse. Il loro difficile linguaggio, il sospetto verso gli estranei, la scarsa viabilità e le difficili condizioni di vita contribuirono a mantenere inalterati nei secoli usi e costumi.

 

La via dell’Acqua. Il Paese di Posina.

 

 

La via dell’Acqua: itinerario

Il tratto iniziale dell’itinerario segue in gran parte una mulattiera che, risalendo il crinale della Perlona, conduce alle zone fortificate della sommità del Novegno. Dal paese di Posina si attraversa la valle nei pressi della cascata artificiale del bacino idroelettrico giungendo presso i ruderi di un vecchio caseificio. Da qui, sulla destra si inoltra, entro un folto bosco di carpini e noccioli, il sentiero che prende a salire fiancheggiando un vivace torrentello. Lasciato il bosco si costeggiano i prati sottostanti di contrà Ressi, dal quale ricorre il tema dell’acqua, tra gli allegri zampilli della sua fontana e il ruscello che scende dal Boale della Perlona.

Sorpassata una deviazione che porta alla sorgente Roncheto, il tracciato si fa più ampio, il fondo sassoso e la pendenza più marcata. Giunti a un quadrivio si devia a sinistra sulla cosiddetta Strada delle Pozze che, dopo un breve falsopiano, inizia con una successione di giravolte a risalire la costa della Perlona. Si è oramai sul crinale e il poggio dal quale si gode il belvedere della sottostante valle di Posina, fin sul passo della Borcola e il sovrastante monte Majo, è solo il primo di una lunga serie.

Vista sulla Valle di Posina.

 

Mantenendosi sul versante settentrionale del massiccio, attraversa i numerosi valloni che ne caratterizzano l’aspra morfologia e giunge ad una larga valle che scende dalla cima de Caliano. Si giunge così, dopo aver vinto la pendenza di un’ariosa faggeta, al bivio di quota 1280: verso destra si va per malga Fontana, che sarà toccata al ritorno, mentre verso sinistra, su traccia poco battuta, si sale a malga Zola.

Oltrepassato l’alpeggio ci si inoltra nuovamente nel bosco per un tratto pianeggiante in direzione del Boalón del Novegno, dove si incontra, in pochi minuti, il segnavia 488 proveniente da Fusine. Lo si percorre in ascesa fino a raggiungere le rovine di malga Carbonare che appaiono sulla destra del prato dove, una volta, era situata la pozza di abbeveraggio del bestiame.

Arrivo a Forte Rione e ritorno a Posina

Si risale quindi lungo la valle del Maso e si immette nella conca di Busa Novegno incrociando la strada che conduce alla cima del monte Rione.

La via dell’Acqua: Busa del Novegno.

 

Mentre si sale in direzione del forte Rione, il bucolico paesaggio dalle linee morbide della Busa dona un senso di serenità e di equilibrio che rendono assai piacevole il cammino. Sul Rione si gode di una panoramica vista a 360 gradi. Qui, nelle giornate festive in cui il forte è aperto si può godere dell’ospitalità dei volontari dell’Associazione IV Novembre.

Forte Rione.

 

Si prosegue quindi per l’antico tracciato militare che costeggia, in discesa, le pendici del Cogolo e, successivamente, sotto il monte Caliano. In alcune parti la mulattiera è intagliata nella roccia, in altre vi penetrata attraverso delle gallerie. Si rimane sul segnavia 401 che transita per un bosco di faggi per scendere fino alla strada forestale che conduce prima a malga Fontana e poi il Colletto di Posina.

Qui si abbandona il sentiero 401 e si prende in direzione nord, scendendo all’ombra di un fitto bosco lungo un percorso ripido e sassoso. Il segnavia è il 499, che conduce a contrà Balàn, dove termina la strada proveniente da Posina. L’ultimo tratto si snoda lungo l’antica via di collegamento tra le valli del Posina e del Léogra, transitando per contrà Balan prima di raggiungere il centro abitato di Posina.

 

Scopri maggiori informazioni al sito: VisitSchio

Come raggiungere il Laghetto di Posina:

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