Lo sapevi che uno dei monumenti più imponenti di Schio nasce da una cappella medievale? Vieni con noi in un viaggio alla scoperta del Duomo di San Pietro, tra secoli di storia, arte e spiritualità che raccontano l’anima più profonda della città.
Schio è conosciuta soprattutto per la sua forte identità industriale: lanifici, quartieri operai e architetture legate alla grande stagione dell’industria tessile hanno plasmato il volto della città e ne raccontano ancora oggi la storia. Tuttavia, accanto a questa vocazione produttiva e sociale, Schio custodisce un patrimonio religioso sorprendentemente ricco, che merita di essere scoperto da chi ama il turismo culturale e spirituale. Chiese, conventi, santuari e antiche confraternite testimoniano una fede profondamente radicata nella vita cittadina. In questo articolo approfondiremo uno dei monumenti più significativi di questo percorso: il Duomo di San Pietro Apostolo, simbolo religioso e architettonico della città.
Una storia lunga secoli
Così come appare oggi, il Duomo di Schio è il risultato di una lunga serie di ricostruzioni che affondano le loro radici nel Medioevo. Tutto ebbe origine da una cappella medievale dedicata a San Pietro, situata sul colle Gorzone, dipendente dall’antica Pieve di Pievebelvicino, chiesa madre di tutta la Val Leogra. A partire dal XII secolo l’arciprete trasferì qui la propria residenza, sancendo il ruolo centrale di San Pietro come principale chiesa della vallata.
Nel corso dei secoli, l’importanza della parrocchia crebbe parallelamente allo sviluppo del borgo di Schio. Nel 1453, con la celebrazione dei riti battesimali del Sabato Santo, San Pietro assunse definitivamente prerogative pievane, diventando il fulcro della vita religiosa locale. Tra Settecento e Ottocento la chiesa fu oggetto di importanti interventi che ne definirono l’aspetto attuale, in un contesto urbano profondamente trasformato dall’industrializzazione e dall’incremento demografico, favoriti dall’opera di Alessandro Rossi.
La navata centrale fu costruita tra il 1740 e il 1754 su progetto di Giovanni Battista Miazzi, mentre il coro venne ampliato nel 1780 su disegno di Domenico Cerato. Tra il 1805 e il 1820 Carlo Barrera realizzò il monumentale pronao, ispirato al tempietto palladiano di Maser, su progetto di Antonio Diedo. Nel 1837 Tommaso Meduna progettò la scenografica scalinata a doppia rampa che collega il Duomo alla piazza. Infine, tra il 1877 e il 1879, Antonio Caregaro Negrin ampliò l’edificio con le navate laterali e la canonica.

Stile, arte e suggestione
Il Duomo di Schio colpisce immediatamente per il suo impianto monumentale e per l’eleganza classicheggiante del pronao corinzio con frontone triangolare, affiancato da due piccoli campanili laterali. L’interno, ampio e luminoso, è il risultato di una decorazione stratificata tra XIX e XX secolo, che coinvolse numerosi artisti di rilievo.
Tra questi spiccano Valentino Zajec, autore dei bassorilievi dell’attico della navata e delle statue degli apostoli ed evangelisti, Giovanni Busato con le stereocromie del presbiterio, Valentino Pupin per la volta e la pala di San Giuseppe, Tito Chini per l’abside e Alfredo Ortelli con l’opera “Gesù maestro”. Gli altari, di fattura settecentesca, dialogano armoniosamente con dipinti di grande valore, tra cui opere di Alessandro Maganza e Tomaso Pasquotti.
Di particolare interesse sono anche i due organi: un Mascioni del 1942 e un prezioso organo di scuola pugliese del XVIII secolo. Accanto alla chiesa si trova la canonica ottocentesca, riconoscibile dall’orologio pubblico in facciata e custode di ulteriori opere d’arte, oltre all’Archivio e alla Biblioteca del Duomo.


Un itinerario di fede a Schio
Il Duomo di Schio rappresenta una tappa imprescindibile per chi desidera scoprire il volto spirituale della città. Ma il viaggio non finisce qui: Schio offre numerosi altri luoghi di culto di grande fascino, come la chiesa di San Francesco con il suo convento, il Santuario di S. Giuseppina Bakhita, la chiesa di San Nicolò “ai Cappuccini”, la chiesa di Santa Maria in Valle, la chiesa di Sant’Antonio Abate e molte altre. Percorrere un itinerario di turismo religioso attraverso la città vuol dire scoprire un altro lato della città, attraversando secoli di storia, arte e devozione, e scoprendo una Schio meno conosciuta ma profondamente autentica. Un invito, dunque, a lasciarsi guidare non solo dalle tracce dell’industria, ma anche da quelle della fede.
Consulta il sito ufficiale per l’itinerario: https://www.visitschio.it/it/scopri/chiese-e-luoghi-di-culto
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Come arrivare:
Foto a cura di: Visit Schio



