C’è un filo d’acqua che da secoli accompagna la storia di Schio: è la Roggia Maestra, un antico canale artificiale che nasce dalle acque del torrente Leogra, a Torrebelvicino, attraversa Schio e prosegue verso la pianura.
Le sue origini risalgono probabilmente al XIII secolo. Già nel Medioevo la Roggia veniva utilizzata per irrigare i campi e alimentare mulini e attività artigianali. Con il tempo, la sua forza divenne fondamentale per lo sviluppo della lavorazione della lana, contribuendo alla crescita economica della città.

L’acqua che ha fatto crescere Schio
Tra Settecento e Ottocento, lungo il corso della Roggia sorsero numerosi opifici e stabilimenti tessili. L’acqua azionava ruote e macchinari, diventando una vera e propria fonte di energia per la nascente industria scledense.
Ancora oggi le tracce di questo passato sono visibili in alcuni dei luoghi più importanti dell’archeologia industriale di Schio, dal Lanificio Conte alla Fabbrica Alta, fino al Giardino Jacquard.
In diversi punti del centro la Roggia è stata coperta o intubata, ma il suo percorso rimane riconoscibile grazie agli antichi manufatti idraulici e agli edifici produttivi sorti lungo le sue sponde.

Un patrimonio da riscoprire
Seguire le tracce della Roggia Maestra significa scoprire una Schio diversa, dove acqua, lavoro e innovazione sono strettamente legati.
Dalla valle del Leogra alla pianura vicentina, questo antico corso d’acqua racconta la storia di un territorio e della sua trasformazione. Un piccolo viaggio nel passato, da vivere passeggiando tra le vie della città e i suoi luoghi più significativi.
La Roggia Maestra non è soltanto un canale: è il filo d’acqua che ha contribuito a far nascere la Schio industriale.

Come raggiungere Schio
Contenuti e foto a cura di VisitSchio



